AIART: associazione italiana
ascoltatori radio e telespettatori
L'èquipe-scuola della Sede di VERONA
Mozione dal Mondo della Scuola presentata dal prof.
Andrea Salandra
in occasione del Convegno “TV e Minori in Europa Quale tutela.”
Sala Convegni CARIVERONA 29/30 ottobre 1999
In un convegno sulla legislazione e regolamentazione
delle trasmissioni televisive non poteva mancare la mozione della scuola, che
ha il compito primario di coadiuvare la famiglia nell'opera di educazione delle
giovani generazioni.
Un tempo era affidato ai genitori e alla scuola la
funzione di informare e far conoscere ai giovani i comportamenti utili ad
inserirsi nella società di appartenenza, il compito di
trasmettere valori positivi, umani e civili, oltre al senso del rispetto per la
dignità della persona.
Oggi la realtà è cambiata per la presenza di varie
agenzie di comunicazione, prime fra loro la televisione e oggi più che mai
Internet, che si servono di tecniche e di linguaggi diversi rispetto a quelli
tradizionali.
La scuola dovrà rispondere tempestivamente alla sfida,
che mass-media e terminali hanno lanciato.
Pertanto una sistematica e capillare attività di aggiornamento e formazione degli stessi docenti che
educano le "persone" in sviluppo e incontrano i ragazzi nella fascia
più debole dell'infanzia e della preadolescenza risulta indispensabile.
La scuola, con
specifiche attività, potrà proseguire negli interventi sui genitori, per
richiamarli alle loro responsabilità e per concordare azioni comuni.
Un'indagine del '96 nelle scuole elementari rivelò che
buona parte dei genitori non si preoccupava affatto della presenza dei bambini
durante la trasmissione di scene di violenza e di sesso.
Alla domanda: - I bambini scambiano qualche idea sui
programmi televisivi con gli insegnanti? - le risposte positive
furono poco più del 3%.
Dunque né la scuola, né la famiglia sembrano
preoccuparsi molto di quello che vedono e non vedono i bambini: ciò evidenzia
una disattenzione sostanziale del mondo adulto nei confronti dei più piccoli.
La scuola ha il dovere, insieme alla famiglia, di
fornire tutte le nozioni indispensabili ad educare all'uso dei
media e dell'immagine.
Sono innegabili e sin troppo evidenti i vantaggi delle
nuove tecnologie (televisione, Internet) per tutte le attività, nel campo
economico come in quello sociale e culturale, in definitiva per la scuola.
Premesso questo, parliamo dei rischi cui anche il
Presidente della Repubblica Ciampi, nell'incontro con il Papa e subito dopo a
Parigi durante una visita di Stato, ha fatto esplicito riferimento. Dopo aver
affermato che la globalizzazione delle idee può offuscare il sapere" e
aver accennato ai pericoli dei varchi non vigilati" ha denunciato il
problema del diffondersi dei mezzi di comunicazione di
massa sempre più invasivi, che possono minare, soprattutto nei giovani, quei
valori morali senza i quali non esiste una società sana e forte.
Ciampi, provocando il compiacimento del Papa, ha
auspicato un immediato intervento del legislatore. E
che lo abbia fatto anche in Francia dove, pare, presto arriveranno a varare una
legge quadro restrittiva su Internet, non è forse casuale.
Se i mezzi di comunicazione di massa
"tradizionali" sono più facilmente identificabili e possono essere regolamentati per un ambito territoriale ben definito, per
Internet (milioni di persone che conversano, mandano messaggi anche criptati,
pubblicano una propria pagina Web cui tutti possono accedere) la fonte come gli
ambiti territoriali di provenienza sono difficilmente individuabili.
D'altra parte, anche per questo, Internet
sta diventando, in alcuni casi, un'alternativa ai
mezzi di comunicazione di massa soggetti a censura. Una totale libertà di Internet potrebbe essere auspicata in quegli Stati in cui
si è arrivati all'assurdo di dover avvisare la polizia prima di navigare. Ma,
vivendo noi in un paese civile e democratico, pur consapevoli
che un accordo universale basato su una serie di norme etiche è francamente
utopico, non possiamo fare a meno di rivendicare, con forza e autorevolezza, un
controllo e delle regole.
In modo particolare gli educatori (scuola e famiglia)
devono impegnarsi fortemente, anche con l'appoggio dell'AIART, a chiedere
regole che, tutelando i minori, li sostengano nel loro
difficile compito educativo: di questa esigenza si è fatto carico il Convegno
voluto dai responsabili AIART di Verona.
I risultati di una
piccola indagine, (comunque significativa perché
ha interessato più di 4.000 allievi sparsi in diverse zone d'Italia) fatta
attraverso un questionario
preparato dall'èquipe-scuola della AIART e proposto alle classi 2a e 3a della
scuola media e al primo anno delle scuole superiori, sembrano confermare le
nostre preoccupazioni.
E', infatti, emerso che:
1.
1. Ai ragazzi risulta
che esistono delle norme, che essi però non conoscono con precisione, e sanno
pure che queste non sono rispettate.
2.
2. Le ore di massimo ascolto sono quelle serali; il dopocena
offre filmati e spettacoli di intrattenimento che la
famiglie, finalmente raccolte insieme, possono vedere.
·
·
Le punte
alte si ottengono anche durante i notiziari, a pranzo e a cena.
·
·
Rimane comunque alto l'indice di ascolto al pomeriggio, quando la
TV dovrebbe tacere e i ragazzi dovrebbero essere impegnati nello svolgimento
dei compiti scolastici e negli sport.
3.
3. I genitori appaiono troppo morbidi e tolleranti e
lasciano ai figli la scelta dei programmi.
Si deve anche sottolineare che:
·
·
i
ragazzi delle scuole superiori, con le loro risposte, fanno abbassare la
percentuale di ascolto, perché le classi che hanno
risposto sono per il 50% sperimentali ed hanno tempi più lunghi di frequenza
scolastica inoltre c
·
·
le
scuole che hanno partecipato sono in massima parte situate
nelle città.
l'èquipe-scuola dell'AIART di Verona
Angela Fini, Ubaldo Pernigo e Andrea
Salandra
ALLIEVI CHE
HANNO RISPOSTO AL QUESTIONARIO
Scuole medie: 3.500
Scuole
superiori 600
|
|
ZONE Geografiche |
medie |
superiori |
Totale |
% |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
VERONA |
7 |
1 |
8 |
21,1% |
|
|
|
FORLI'/RIMINI |
3 |
5 |
8 |
21,1% |
|
|
|
VENEZIA |
4 |
2 |
6 |
15,8% |
|
|
|
AOSTA |
2 |
3 |
5 |
13,2% |
|
|
|
PAVIA |
3 |
- |
3 |
7,9% |
|
|
|
CUNEO |
3 |
- |
3 |
7,9% |
|
|
|
BIELLA |
1 |
- |
1 |
2,6% |
|
|
|
VICENZA |
1 |
- |
1 |
2,6% |
|
|
|
NAPOLI |
- |
1 |
1 |
2,6% |
|
|
|
TORINO |
1 |
- |
1 |
2,6% |
|
|
|
REGGIO CALABRIA |
- |
1 |
1 |
2,6% |
|
|
|
Totale |
25 |
13 |
38 |
100,0% |
|

Media Superiori Tot
|
|
Secondo te in Italia ci
sono delle norme |
% |
% |
% |
|
|
1.
1. Sì, ci sono delle norme e vengono
rispettate |
27,2% |
34,4% |
28,2% |
|
A |
2
2
Sì, ci sono
delle norme, ma non vengono rispettate |
47,9% |
42,8% |
47,2% |
|
|
3
3
No, in Italia non ci
sono norme di questo genere |
5,2% |
2,7% |
4,8% |
|
|
4
4
Non saprei |
19,8% |
20,0% |
19,8% |


|
|
|
media |
sup. |
tot. |
|
|
E'
giusto che le trasmissioni siano regolate da norme? |
% |
% |
% |
|
|
1 1
Sì, è giusto che vi siano delle regole |
84,6% |
71,3% |
82,4% |
|
B |
2 2
No, i programmi TV devono essere liberi da qualsiasi regola |
9,7% |
20,9% |
11,5% |
|
|
3 3
Non saprei |
5,7% |
7,8% |
6,1% |


|
|
|
media |
sup. |
tot. |
|
|
A casa tua, di solito, la televisione è
accesa… |
% |
% |
% |
|
|
1 1
al mattino durante la colazione |
9,0% |
8,5% |
8,9% |
|
|
2
2 durante il pranzo |
19,5% |
20,5% |
19,6% |
|
C |
3
3 durante il pomeriggio |
20,3% |
17,2% |
19,8% |
|
|
4 4
mentre studio o faccio i
compiti |
2,7% |
4,3% |
3,0% |
|
|
5 5
durante la cena |
20,5% |
23,5% |
21,0% |
|
|
6 6
dopo cena |
28,0% |
26,0% |
27,7% |
