L'Arena
IL GIORNALE DI VERONA
Domenica 10 Gennaio 2010 CRONACA Pagina 15
NOI E GLI ALTRI. Teatro Alcione gremito per la
«lezione» del dirigente della squadra mobile
L’integrazione va in scena, la ricetta del poliziotto Trevisi
In platea il procuratore Schinaia e il
questore Francesco Stingone
Non è stato l’ultimo kolossal americano a
gremire venerdì sera la sala del cinema Alcione, ma la presenza di Gianpaolo Trevisi, dirigente della Squadra mobile di Verona che
invitato dal Coordinamento Prospettiva Famiglia di Borgo Santa Croce, ha
parlato di «Integrazione? Insieme per fare squadra ... per
una società che accoglie e comprende».
Per trattare esaurientemente i tre punti dell’argomento, Trevisi ha preso dal suo libro «Fogli di via», raccolta di
racconti con finale reale o di fantasia, tre precisi episodi, ispirati alla sua
esperienza, e coinvolto anche una decina di ragazzini nel ruolo di attori.
«Quando la Romania non era ancora nell’Unione Europea e io ero
dirigente dell’Ufficio Stranieri, ci chiamarono per accompagnare all’Aeroporto
28 prostitute rumene per il rimpatrio – ha raccontato Trevisi
& #150;erano guardate con disprezzo da una comitiva di turisti in attesa di
andare alle Maldive. Rientrati in ufficio alcune ore dopo ricevemmo una
telefonata che per errore 28 turisti italiani erano stati sbarcati in Romania.
Pensammo subito alle prostitute rumene che erano finite alle Maldive».
Un racconto che Trevisi narra spesso nelle
scuole, gli piace sorprendere i bambini con il finale fantastico per spiegare
quanto valga il rispetto. Per rimanere in tema di integrazione, di quanto conti la famiglia, un altro
passaggio del libro ricordato da Trevisi è stato
quello del cinese che presentando la richiesta di rinnovo di soggiorno, per
lungo tempo ha continuato a rispondere sì a qualsiasi domanda rivoltagli dagli
funzionari, e propizio fu l’intervento di un piccolo cinese che spiegò al padre
che gli veniva richiesta solo una marca da bollo di 14 euro. «I figli fanno
spesso da tramite fra loro i genitori che non conoscono nulla della nostra
lingua, e la nostra società», ha rimarcato ! Trevisi.
Proprio sul binomio figli-genitori, è
intervenuto Alberto Tosi, presidente di Coordinamento Prospettiva Famiglia che
insieme all’Ares Calcio hanno sottoposto il problema
del permesso di soggiorno alla Federazione. «Nel calcio vige la regola assurda
per la quale i tesserati, figli di genitori in attesa
di rinnovo del permesso di soggiorno, non possono giocare».
Al terzo episodio narrato, «L’Africa nel cassonetto», nel quale Trevisi si trova ad inseguire un «vu cumprà»
in via Mazzini che si rifugia in un cassonetto, ed
insieme finiscono in Africa, ha contribuito anche il Teatro Geneticamente
Modificato che in collaborazione di un gruppo di giovani percussionisti, i Doum Doum Bolulevard,
hanno messo in scena il racconto.
Fra gli intervenuti anche Korama Eduard Yamba, presidente
dell’associazione Studenti Africani a Verona, che in Sierra Leone fu chiamato
ad assistere i «suoi fratelli»: un gruppo di it aliani che volevano passare
senza permesso in Guinea; tra il pubblico, il Procuratore Capo della Repubblica
Mario Giulio Schinaia, il Questore Francesco Stringone, gli assessori Stefano Bertacco
per i serviszi sociale e famiglia, e Federico Sboarina, per lo sport, i presidenti della Sesta e Settima
Circoscrizione, Mauro Spada e Daniele Perbellini. A.P.